Cose da fare nelle prossime settimane

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Vi volevo mettere a parte dei miei progetti nel futuro prossimo qui a Colonia. Allora, innanzi tutto devo comprare gli stivali figheiri per tutte le stagioni, che non costano nemmeno troppo, sono alti abbastanza ma comodissimi… Meglio di così cosa volevo trovare?? Una volta ottenuti quegli stivali, mi adoprerò a tornare a Düsseldorf, che è la Parigi della Germania, e a fare un giro per le vetrine civili che ci sono (oggi ci siamo andate e ho finalmente respirato un po’ di cultura della moda! Qui a Colonia non ci sono dei negozi costosi E civili. Ci sono un sacco di negozi bellissimi e abbordabili, ma Bulgari e Louis Vuitton sono siti in location poco strategiche e decisamente poco attraenti. Ergo, trovato un posto come Düsseldorf dove le location sono perfette, l’illuminazione pure e la distesa è parecchio abbondante NON si può NON andarci!!!!)

Poi devo andare a teatro a vedere uno spettacolo natalizio molto particolare, comprare un saaaaaaaaaacco di regali di Natale ai mercatini e in libreria e poi farmi da sola i miei regali di Natale. Direi che non è il caso di chiederne altri a mamma e papà dato che qui me ne sto veramente facendo tanti tanti 😀

Altro? Sì, ovvio, la prossima settimana la mia intenzione è andare a scoprire e immortalare bei luoghi di Colonia. In primis devo fotografare degli scorci architettonicamente interessanti e poi dedicarmi a tutto quello che vedo che mi sembra degno di uno scatto. Ancora non ho fatto alcuna foto e mi sembra davvero poco professionale. Devo assolutamente recuperare e sarà presto fatto. Prima e dopo Fatburner mi armerò di macchina fotografica digitale e ombrello eventualmente (dato che qui la pioggia è uno status quo .-.) e cercherò di ottenere il materiale per un bell’album da faccialibro e da ricordo dove taggherò il mio amico architetto-to-be 🙂

E poi… Ah, sì! Devo andare allo zoo! E devo anche andare in qualche museo, ancora non ci ho messo piede e direi che essendo novembre (per me qui a Colonia) il mese dedicato alla cultura, beh, non posso trascurare i musei. Così come non trascurerò Harry Potter la prossima settimana, devo solo trovare un cinema decente dove non bisogna vendere un rene per un biglietto! Io pensavo che i cinemI (ghghghghg) qui a Colonia fossero più economici e invece scopro che per gli studenti le riduzioni sono in giorni e a orari ASSURDI!!! Davvero, come fa uno STUDENTE ad andare al CINEMA il GIOVEDI’ e il VENERDI’ PRIMA delle CINQUE di POMERIGGIO!?!?!?!?!?!? Daiiiiiii! Ma generalmente gli STUDENTI a quell’ora sono a STUDIARE!! All’università di sicuro! E per i liceali credo ci siano altre riduzioni, ergo, non ha assolutamente senso dire che riducano il biglietto agli studenti se poi gli studenti non ci possono andare per motivi di studio! (Tra l’altro, adesso che ci penso, sul sito del Cinedome – il cinema di Colonia di cui sto discutendo – c’è esplicitamente scritto STUDENTEN, che in tedesco si riferisce SOLO agli studenti universitari… :S) Cooooooooooomunque, diciamo che di cose da fare ne ho! In effetti non vedo l’ora che venga il sabato, che è un giorno in cui letteralmente mi sbizzarrisco alla ricerca di cose, posti, angoli, misteri che Colonia mi può offrire. Sono molto irrequieta ultimamente e non riesco a stare nè ferma nè tantomeno chiusa in una routine. Quindi ogni volta cerco nuovi percorsi, passeggio per strade un po’ nascoste e mi giro a piedi questa bella città che in realtà sa deludermi solo di rado. E per fortuna.

In definitiva sono contenta di essere qui. Cerco di vivere questa esperienza sia in modo personale, sia in compagnia. Beh, purtroppo in questo senso la compagnia si rivela il più delle volte femminile e non sempre sempre graditissima. Non possiamo andare sempre tutti d’accordo con tutti. E continuo a pensare che se certe persone non si sono frequentate per un bel po’ di tempo, nonostante cmq si andasse nella stessa università, e quindi bene o male si avesse la possibilità di vedersi anche per caso, ma non ci si salutasse nemmeno, direi che un motivo DEVE esserci. Al caso ci credo in generale molto poco, quindi tendo a pensare che c’è sempre una ragione per tutto. Credo che la mia esperienza personale me lo abbia fatto capire con gli anni. Non sono ancora molti i miei anni, però un ventennio ormai è passato da che sono arrivata nel mondo e qualcosina – davvero poco però – ho cercato di capirlo. Non so quanto queste mie intuizioni siano corrette cmq tendo ad applicarle e finchè non trovo la prova contraria, beh, non posso fare altro che questo.

Ma tornando al mio vivere la città un po’ da sola un po’ in compagnia… A Colonia si respira l’amore, lo sapete? Ci sono coppiette ovunque! Persone che si amano e che girano mano nella mano, si baciano in metropolitana come se attorno a loro non ci fosse nessuno. Persone che hanno trovato l’una nell’altra il proprio universo e che sono quindi in pace con tutto il resto. Io non spero, o meglio sì lo spero ma non mi faccio troppe illusioni, di trovare presto il mio mondo in qualcun altro, anche perchè credo voi conosciate il mio più grande difetto: ovvero di infilarmi nelle situazioni più comiche e insignificanti possibili e credere che siano LA GRANDE OCCASIONE. Lo faccio sempre, non mi smentisco così facilmente e purtroppo non imparo mai dalle batoste passate. E dire che ormai dovrei aver capito anche questo! Ecco perchè non mi fido delle mie intuizioni! Perchè nella maggior parte dei casi commetto gli stessi errori, again and again, imperterrita. E’ come se avessi il salame sugli occhi e non riuscissi proprio a vedere più in là del mio naso. Tra parentesi (figurativamente parlando) sono – come ormai sapete – vegetariana per cui direi che devo adattare questo modo di dire e perciò sugli occhi io ho l’insalata invece che il salame U_U

Beh, cmq, a me le coppiette che incontro per Colonia fanno tanta tenerezza, davvero, mi piace vedere che nel mondo l’amore c’è e ce n’è anche tanto. Solo che spesso andiamo troppo di fretta per vederlo. Oppure lo vediamo ma siamo troppo stanchi per osservarlo attentamente, inclinare leggermente il capo e dirci: “Caspita! Ma questo è… ma sì! E’ proprio quello che penso! E’ AMORE!!! E’ il più bel sentimento che esista ed è qui! Davanti ai miei occhi!!!” Il mondo ci ha reso troppo frettolosi, troppo occupati, tant’è che io per non pensarci all’amore provo ad avere sempre miliardi di cose da fare. Anche l’Erasmus in realtà era per me un modo per fare qualcosa. Qualcosa che potesse allontanarmi dal pensiero dell’amore che, però, rimane sempre lì. Qui poi non potrebbe essere diversamente. Non mi sto vantando di essere una delle poche creature elette che merita di vedere l’amore e lo vede e lo osserva e lo capisce etc etc (anche perchè la mia vita testimonia esattamente il contrario) però diciamo che cerco di accorgermene. E mi succede spesso. Purtroppo o per fortuna. Più verosimilmente purtroppo. Perchè poi quando si tratta di me non sono capace di accorgermi di come stanno realmente le cose. E nella quasi totalità dei casi finisco per vedere l’amore anche dove non c’è. E quando invece c’è… Quando invece c’è non lo voglio vedere. Perchè non mi piace quello che vedo. Perchè anche io ho precluso occasioni a qualcuno. Ora, dato che l’amore nella mia vita non sono proprio proprio una grande esperta nel fiutarlo, può darsi che in realtà non abbia precluso occasioni proprio a nessuno perchè nessuno stava cercando un’occasione. Ma se per caso, ma proprio per assurdo, sia davvero esistito – o, con ogni probabilità, esista ancora dato che così vecchia non sono 😛 – qualcuno che quell’occasione la volesse e la cercasse, beh allora devo onestamente dire che anche io mi sono adoperata per precluderla. Ed è anche questo che mi fa soffrire a volte. Mi dico: “Ma cosa vuoi l’amore tu se quando te lo presentano su un piatto d’argento puntualmente dici di no!” Mi rimprovero molto per questo motivo. Ora, non che sia successo chissà quante volte, ma temo che io stia aspettando qualcosa o qualcuno che non arriverà mai. E non perchè non esista, ma perchè sento di stare cercando la perfezione in qualcosa che perfetto non può essere. Mi spiace tanto, ma non sono capace di ridimensionare le mie aspettative. E’ proprio questo il punto problematico! Io ho delle aspettative! Ho degli ideali! Dei sogni! E i sogni si pagano pure quelli! Si pagano con il dolore, la disillusione, la DElusione…  Scusate, non avevo intenzione di diventare così malinconica, semplicemente sono cose su cui mi viene da riflettere man mano che scrivo, sapete che lo stream of consciousness è la cosa che mi piace di più in assoluto… Scrivere così, di getto, tutto quello che mi passa per la testa. E per il semplice motivo che se lo faccio restare in testa, impazzisco. Semplice. La carta è paziente, le dita sono abbastanza veloci per stare dietro alle parole che vengono fuori così una dietro l’altra, come da un ruscelletto sito in un ameno boschetto dalle parti della… ma sì, sempre quella, della Svezia 😀

E cmq, dato che ho graficamente cambiato paragrafo, dovrei aver cambiato paragrafo anche nei miei pensieri. In realtà vorrei riprendere il discorso di prima – sulle note dell’antonacciana Sappi Amore Mio, ho sempre adorato iTunes e l’iPod che scelgono le canzoni quasi come se fossero capaci di sentirmi… ma forse semplicemente è perchè sono le canzoni che ho scelto io e che quindi si ricollegano per la maggior parte a quello che è il mio motore, l’amore (e ho fatto pure la rima :P). Tanto per riprendere il discorso di prima, forse, che cosa devo dire di più? Che mi pongo delle domande e anche spesso. Mi chiedo cosa voglio realmente dalla vita. Se l’amore è quello che voglio. Se è quello che merito. Se il passato a volte possa ritornare (no, sbagliato, il passato non ci abbandona mai! Dovrei averlo imparato grazie a Max! Ma come vi dicevo spesso le lezioni che la vita, o qualunque altra cosa possa dare lezioni, mi dà non riesco effettivamente ad applicarle nella praticità quotidiana). Se sarò capace di riconoscere quello che voglio. Se avrò abbastanza pazienza per aspettare. Se, prima che la mia vita termini, riesca a fare nuove esperienze che non siano semplicemente legate a dei luoghi e a degli oggetti o a delle conoscenze, bensì che siano legate ad altri esseri umani, possibilmente dell’altro sesso. Ci sono tanti interrogativi nella mia esistenza, tutti i giorni finisco per pormi delle domande. Che, voglio dire, non è nemmeno tanto male, però dovrei cercare di ottenere delle risposte oppure di mantenere lo stesso umore – positivo il più a lungo possibile – per un periodo di tempo considerevole. Vorrei essere euforica oppure sicura di me oppure qualunque altra cosa riesca a essere per un lasso di tempo degno di nota. Non cambiare umore ogni cinque secondi come se fossi perennemente in sindrome premestruale (perdonate la schiettezza, ma in fondo è la natura delle cose. Sono cose che succedono NATURALMENTE e si può digerire questa uscita anche come una pura informazione clinica). Invece no, cambio umore ogni cinque secondi, un giorno comincia in un modo e c’è caso che finisca in maniera opposta. A volte proprio non mi sopporto, altre volte mi sento onnipotente, altre volte ancora mi vorrei sotterrare, altre volte ancora non lo so nemmeno. Sono irrequieta, squilibrata – nel senso che difficilmente trovo un equilibrio, non che sono la pazza di turno di The Shining ghghghghghgh. E non trovo una stabilità. Anche tutta questa frenesia nel girare, nel provare il nuovo, nel cercare appositamente il nuovo, nel voler sempre scoprire e molto spesso cose davvero poco degne di nota. Il nuovo deve essere ovunque perchè io riesca a stare bene. Non riesco a sopportare la routine. Non riesco a passare le serate sempre allo stesso modo. Non mi va di mangiare sempre le stesse cose a colazione, non mi va di mangiare per due giorni di seguito lo stesso menu, non mi va di fare sempre gli stessi esercizi a ginnastica (e infatti non li facciamo mai uguali alla volta prima ed è anche per questo che mi piace sempre di più), non mi va di andare a fare la spesa nello stesso posto per due volte di fila, non mi va di comprare sempre le stesse cose da mangiare, di usare tutte le sere lo stesso bagnoschiuma, di avere un giorno dedicato alle pulizie e uno alla spesa e non cambiarli mai. Non mi va di mangiare fuori sempre nello stesso posto piuttosto che lo stesso dolce, piuttosto che prendere sempre solo un latte macchiato o un cappuccino. Non mi va di prendere sempre la stessa metropolitana e scendere sempre alla stessa fermata. Ecco perchè cerco di esplorare quello che posso esplorare a piedi. Ecco perchè ho sempre la smania di comprare cose nuove. Ho bisogno di novità nella mia vita perchè per ora non ce ne sono da raccontare e questa mancanza la colmo spendendo quello che posso per comprare le cose più nuove e più diverse. E adesso i miei pensieri si sono inaspettatamente fermati. Ho terminato di compilare la lista delle cose nuove che mi piace fare e di quello che non deve essere uguale nemmeno due volte – quantomeno non di seguito – e mi sono ritrovata con la testa completamente vuota. Vedete? Ho ragione a dire che scrivo a seconda dei pensieri che mi passano per la testa, senza un filo logico. Le parole escono fuori una dietro l’altra senza che io riesca a controllarle – aspettate che cambio canzone :P, ecco fatto – e io le scrivo. Quello che esce fuori dalle mie dita è esattamente, per filo e per segno, quello che ho in testa. E non solo semplicemente come lo penso, bensì anche come lo vedo. Se una cosa la vedo maiuscola o la leggo con un’intonazione particolare – e sì, perchè mentre scrivo riesco anche a leggere e vedere e pensare – allora la scrivo nel modo in cui la visualizzo. E adesso di nuovo non ho più niente da dire. E non ho voglia di smettere di far scorrere le dita sulla tastiera. E’ una sensazione bellissima. Mi piace tantissimo scrivere al pc. La carta purtroppo non mi dà più queste soddisfazioni, per il semplice fatto che ci metto di più e mi stanco prima. Al pc invece riesco a pensare e scrivere contemporaneamente ed è come se suonassi una sinfonia al pianoforte. Mi muovo anche come se stessi suonando. Il mio corpo segue i movimenti fugaci delle dita e della mente. Gli occhi seguono le singole lettere come se uscissero spontanee dallo schermo, una dietro l’altra mentre invece sono le dita a rigurgitarle, come se rimettessero ciliegie intere. Una tira l’altra, ma invece di mangiarle, le dita le offrono allo schermo, ai miei occhi e infine, una volta che le ciliegie sono state tutte sverminate, anche a voi. E spero sempre che quello che suono/scrivo sia di vostro gradimento e che vi permetta di conoscermi meglio. E che riusciate a capire un po’ di più come e chi sono, chi divento, quello che mi succede, quello che sento, come mi sento. Il mio umore, i miei sogni, i miei progetti, le mie speranze e le delusioni. Sì, vi sto offrendo la mia vita. Non a tutti, o almeno ci provo. Il fatto è che è tutto quello che ho da dare. Me stessa, quello che mi succede, quello che sento, quel poco che so fare. Non so se lo faccio bene, ma scrivo. E quando sono sul palco recito. E’ tutto quello che so fare. Non altro. E tra l’altro magari lo faccio pure male. Ma ci provo. E mi dispiace se vi deludo. Mi piacerebbe che foste in qualche modo e per qualche motivo oscuro orgogliosi di me.

Vorrei che tu fossi orgoglioso di me. Chiunque tu sia. Ovunque tu sia. In qualunque momento a me ancora ignoto tu ti paleserai. Vorrei che dicessi: “Look at that girl! Isn’t she gorgeous? Well, she’s my… whatever – you, I guess YOU ALL know what I mean 😉 ” Vorrei che lo dicessi quando non lo sento. Alle persone alle quali tieni di più. Vorrei che facessi sapere loro che tieni a me in un modo particolare. Che non tieni meno a loro perchè tieni anche a me. E che vuoi che coloro ai quali tu tieni e i quali tengono a te tengano a me quanto tengono a te. Vorrei che tu mi guardassi negli occhi e che solo il tuo sguardo mi facesse capire quello che provi. Vorrei che il mio sguardo ti facesse capire quello che provo. Vorrei che non ci fossero parole, ma solo silenzi, silenzi pieni di noi. Sguardi e profili. Vorrei che ci fosse un abbraccio e che tutto quello che abbiamo da dirci lo contenga quel tenero gesto. Vorrei che tu e io fossimo il nostro mondo. Vorrei sedere con te in metropolitana e fare finta di essere soli. Vorrei passeggiare tra milioni di persone e non vederle, perchè vedo solo te. E vorrei che tu passeggiassi con me tra milioni di persone e non le vedessi, perchè vedi solo me. Vorrei che la sera ci stringessimo forte forte e non ci lasciassimo fino al mattino dopo. Vorrei ci dicessimo buona notte con un bacio e buon giorno con un altro. Vorrei viverti il più a pieno possibile. Vorrei alzarmi tutte le mattine, anche le più grigie, con te accanto e ringraziare il Cielo perchè ti ho. Vorrei che tu ringraziassi il Cielo perchè hai me. Vorrei che – chiunque tu sia – mi facessi sentire la più bella del mondo, non perchè me lo dici, ma perchè ogni giorno mi scegli di nuovo e mi guardi con occhi pieni di felicità perchè è proprio me che hai. E io vorrei prendermi cura di te, vorrei stringerti forte quando sei triste, farti addormentare come un bimbo, vorrei tranquillizzarti se fossi impaurito o preoccupato. Vorrei imparare a lasciarti solo o con chi tu avessi bisogno di stare se mai volessi stare solo o con qualcun altro e sapere che non è perchè non provi più niente, ma perchè ogni tanto ognuno ha bisogno dei propri spazi. Vorrei che mi insegnassi a essere una persona migliore e vorrei esserti grata di questo. Vorrei essere tanto per te. Vorrei che tu fossi tanto per me.

Ecco, questo la mia testa si è messa a pensare a un certo punto. Non so a chi tutto questo possa essere riferito. Inutile provare a capirlo perchè proprio non c’è speranza di cavarne fuori qualcosa. So solo che mi è venuto spontaneo scriverlo. Fare sapere a voi e a lui – se lui è tra voi e per una qualche strana coincidenza capisce l’italiano o si incuriosisce e si fa tradurre il tutto da qualcuno o da qualcosa, questo perchè non è detto che debba per forza essere italiana questa persona X – tutto questo. C’è molto altro spero. Beh, spero ci sia rimasto. Diciamo che quella dichiarazione è un’altra di quelle cose nascoste nei miei sogni. I sogni son desideri, dicevano. E dicono anche che i desideri si devono esprimere senza dirlo agli altri, altrimenti non si avverano. Ma che ne so in fondo? Magari si avvera lo stesso. Non so quando, devo solo aspettare. Pazienza. Devo avere tanta pazienza. Tutto qui. Il segreto sta tutto qui. Sometimes, you just need to start again in order to fly. Scusate, ma Alicia Keys insegna 😀 Magari non c’entra molto e magari non è nemmeno quello che dice, ma Doesn’t Mean Anything è esattamente quello che ho in mente. From above, seems I had it all, but it doesn’t mean anything since you’re gone. Vorrei cantare, ma non riesco a cantare, pensare e scrivere. Sarò anche multitasking, ma non così tanto. Per raggiungere questo livello temo avrei bisogno di due cervelli XD

E cmq, sarebbe anche il caso di andare a letto no? Ma non ho voglia di smettere di suonare, stasera riuscirei a scrivere all’infinito. Non credevo di riuscirci in realtà, non mi sentivo ispirata, a parte per l’idea sulla lista delle cose da fare qui a Colonia prima di tornare a casa per Natale. Diciamo che la lista è più per me che per voi miei cari adorati lettori – esistenti? Boh, non ne sono mai tanto sicura… – e che mi serve per ricordare tutto quello che ho intenzione di fare. Devo cercare di non perdere l’attitude giusta. Perchè se perdo la verve, allora tutto quello che ho scritto di voler fare non avrebbe più senso farlo. Fare le cose senza un minimo di emozione, un minimo di entusiasmo, beh, dà come risultato il completo fallimento di quello che si sta facendo. E infatti la mia esperienza qui (che non chiamo col suo vero nome perchè mi scoccia pigiare la freccia per scrivere con la maiuscola senza un punto prima -.-‘ sono scema, sì, lo so) non è cominciata proprio nel migliore dei modi… Ero davvero disperata. Ma adesso va mooooooooooooltissimo meglio. Non voglio mettere troppo le mani avanti, però diciamo che mi sono stabilizzata un po’ di più rispetto alle prime settimane. E cmq era anche ovvio, bastava che aspettassi. Come per qualunque cosa. Per qualunque cosa basta aspettare un po’, avere pazienza e prima o poi arriva. Lo so, o almeno la mia esperienza mi ha insegnato così. Non so se mi ha insegnato bene, se i precetti che ha cercato di trasmettermi (beibringen, l’ho imparato oggi per caso, è meglio che me lo scriva così non me lo dimentico) mi sembrano portarmi in questa direzione. Cmq potrei anche avere misverstanden e preso fischi per fiaschi. Non si può mai sapere in realtà, con i tempi che corrono prendere lucciole per lanterne è facile (mamma mia! Evviva i proverbi! Dai che ce ne mettiamo un altro appena ci sta 😛 Ma, aspettate un attimo, è lucciole per lanterne o viceversa? Adesso mi documento… Sì, è giusto lucciole per lanterne :D. La precisione è tutto, assieme a un mucchio di altre cose, nella vita U_U) E va beh, questo è tutto quello che mi è venuto in mente di dire. Una serie di associazioni libere che apparentemente non c’entrano l’una con l’altra ma, come si dice, il mondo è bello perchè è vario (ed è veramente vero).

Allora, è ora di andare a nanna? Forse sì, tenuto conto che non riesco a fare i piatti stasera, o meglio non c’ho mezza voglia di farli (e in realtà poi li ho fatti :P), il che è profondamente diverso U_U. Mi spiace, forse non sono una gran casalinga, il fatto è che domani mattina potrei avere un po’ di tempo, sempre che vada a letto presto (beh, diciamo ormai il prima possibile) e quindi riesca ad alzarmi a un orario utile che mi permetta di fare i piatti, andare a prendere il Bancomat alla Sparkasse qui vicino, andare all’università, seguire la lezione che devo seguire, caricare la tessera per fare la lavatrice, mangiare, fermarmi all’uni per fare un po’ di compiti, tornare a casa, preparare la cena, consumarla&telefonare a casa, controllare se le cose che mi serve che la mamma mi prenda dalla biblioteca di Bologna effettivamente siano a Bologna senza farle fare dei giri per l’anima del piffero, farmi la doccia, lavare i piatti, dormire e svegliarmi il giorno dopo bella pimpante per affrontare un’altra bella giornatina all’università, HipHop – e mi devo ricordare di dare il cd all’insegnante così mi mette le musiche – e GAG, tornare a casa, docciarmi, cucinare e mangiare, dormire e poi direi che ormai avete capito com’è l’andazzo anche senza che io continui la lista per tutta la settimana… 😉

Detto questo, adesso rileggo le mie quasi quattromila parole di intervento sul blog (prometto che il prima possibile aggiungo l’ultimo esercizio di scrittura creativa :D), lavo un paio di cose che sono d’uso comune e quindi non è giusto che le lasci sporche e poi vado a nanè.

Bisous ^_^

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