La fototessera di Doriano Chiaroscuro e altre storie…

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C’era una volta un bel giovane di nome Doriano Chiaroscuro. Il ragazzo aveva solo 20 anni quando si ritrovò a ereditare la fortuna dello zio: una bellissima dimora londinese, sita in uno dei quartieri più rispettabili della splendida città.
Inizialmente, a nessuno interessava di questo baldo giovinotto, anche perchè chi mai tra i nobiluomini e soprattutto le nobildonne poteva aspirare a diventare amico o altro di uno con un nome simile?
Doriano arrivò a Londra munito solo di un medio baule D&G quasi vuoto, non foss’altro per un miserrimo completo demodé e una foto dei genitori defunti.
A casa lo attendeva lo storico maggiordomo di famiglia e uno stormo di scheletrici domestici che con lui non parlavano mai. Poi, un giorno, non si seppe mai da dove, comparve un fantomatico "amico": Basol, un pittore squattrinato, artisticamente sconosciuto, che frequentava le feste chic solo perchè nipote di una anziana nobildonna molto rispettabile.
Il fatidico giorno che cambiò definitivamente la vita di Doriano, Basol camminava bel bello per la strada, quando notò con stupore che l’antica dimora che lui ricordava completamente abbandonata (i domestici erano scheletrici, appunto, e comunque vivevano sul retro) aveva finalmente ripreso vita. Ecco quindi che decise di bussare alla porta e scoprire cosa aveva ridato lustro a una cotanto storica e lussuosa magione. Gli aprì Victor, il maggiordomo, che gli presentò con piacere il suo giovane e quantomai solitario padrone di casa Doriano Chiaroscuro.
Basol e Doriano fecero immediatamente amicizia e Basol decise di sperimentare un nuovo marchingegno che avrebbe presto (secondo i pronostici) sostituito l’amato pennello che comunque lui pareva non essere in grado di utilizzare (visti i suoi scarsi risultati presso il grande pubblico, che mai aveva saputo apprezzare la sua pittura d’avanguardia).
Grazie a questo marchingegno, si potevano ritrarre paesaggi, oggetti, animali e persone senza utilizzare colori, pennelli, tele e quant’altro. Il risultato? Una magnifica fototessera formato poster, praticamente un ritratto.
Doriano si dimostrò molto curioso verso questo misterioso apparecchio e Basol fu altrettanto euforico nel sentire che il suo nuovo amico avrebbe fatto da cavia per un esperimento.
I due giovani si incontravano spesso perchè Basol ancora non aveva ben capito come il suo apparecchio funzionasse e credeva che due teste fossero sicuramente migliori di una. Inoltre palesava forti dubbi riguardo l’illuminazione e altri dettagli relativi al soggetto che sarebbe andato a "ritrarre".
Finalmente Basol e Doriano svelarono ogni mistero del magico apparecchio e l’artista giunse a una conclusione convincente riguardo illuminazione, background e colori che il soggetto avrebbe dovuto indossare per risaltare al meglio.
Il giorno della realizzazione dell’esperimento, con Basol si recò a casa di Doriano anche un tale Enrico Waterloo, amico storico di Basol, molto curioso anch’egli non solo di scoprire le meraviglie del nuovo marchingegno ma soprattutto di conoscere il soggetto del futuro "ritratto".
Doriano fu immediatamente colpito dall’arguzia e dall’eleganza del nuovo compare e praticamente pendeva dalle sue labbra. Tutto quello che Enrico diceva Doriano eseguiva. Non c’era frase, massima, battuta, persino gesto che Doriano si perdesse e non sapesse esattamente riprodurre.
Peccato che il cotanto Enrico Waterloo si dimostrò essere una incorreggibile canaglia. Avendo capito di poter manipolare facilmente l’ingenuo Doriano, cominciò a suggerire divertimenti sempre più estremi rifiutando perciò sempre gli inviti che Doriano gli porgeva di unirsi a lui nelle svariate gozzoviglie.
Ma l’errore fatale Doriano lo commise giusto all’inizio della amichevole relazione con Enrico. Quest’ultimo elogiava initerrottamente la bellezza, la prestanza e la gioventò di Doriano, il quale – povero sciocco – non capì mai le vere intenzioni di quello che ormai considerava il suo mentore. Giungendo al colmo della lode, Enrico istigò inconsapevolmente Doriano a fare una promessa a se stesso: sarebbe rimasto eternamente giovane. E dove si sarebbero trasferite le conseguenze delle malefatte che avrebbero seguito questo "voto"? Semplice, sulla fototessera.
To be continued, but not by me…
Ecco più o meno quello che hanno fatto con la storia di Dorian Gray gli sceneggiatori del "Dorian Gray" che adesso potete andare a vedere nei cinema.
Vi ricordo due cose: ricordatevi che è VM14 e che quello che andrete a vedere… NON C’ENTRA UN BENEMERITO FICO SECCO CON LA STORIA ORIGINALE.  Quando prenderete posto al cinema, prima che la pellicola vi sia propinata, raccoglietevi in un minuto di silenzo pensando al povero Oscar Wilde, ché per quel tempo che voi passerete in sala lui si rotolerà nella tomba come una cotoletta alla milanese…

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