Ritorno di fiamma

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Vediamo un po’. Da
quant’è che non scrivo? Adesso Cristiani avrebbe ragione e, per uno
strano gioco del destino (?), è proprio per lui che ho serenamente
scritto l’ultima volta. Ed è pure andata molto bene. Dopo, però, ci
sono stati svariati casini nella mia esistenza, casini che mai mi
sarei potuta immaginare avvenissero sul serio. Il corso degli eventi
è talmente mutato dall’ultima volta che vi parlavo dell
non-più-congiura che stentereste a riconoscere la mia vita e me
stessa. Non che io sia nuovamente molto cambiata, diciamo piuttosto
che mi sono adattata alla situazione. Ci ho messo molto tempo per
farlo senza provare dolore, però credo di avercela fatta.

Allora, inutile che vi
stia a spiegare tutto quello che è successo, perchè è talmente
assurdo che vi fermereste a rileggere questa storia senza prestare
attenzione al resto del testo. Sempre sperando che un resto di testo
arrivi. In effetti gli eventi di questa estate mi hanno talmente
scosso che per me scrivere non ha rappresentato null’altro che un
ricordo, almeno fino a oggi. Mi sono spesso detta in questi giorni:
ma cavolo, a me scrivere piaceva così tanto, e lo consideravo
addirittura curativo, e adesso sembra che io non abbia mai preso una
penna (o una tastiera XD) in mano per scrivere per conto mio, senza
che qualcuno mi commissionasse il tema o quel che era. Io VOGLIO
scrivere! Perchè scrivere è un modo per me di sfogarmi e di
sentirmi viva. Ecco perchè non ho scritto più per tutti questi
mesi. Non esagero se vi dico di essermi sentita (e di sentirmi
tuttora) spettatrice della mia esistenza. Sento di aver perso molto
di quello che avevo, o credevo di aver, conquistato. Una delle mie
conquiste perdute è appunto la scrittura. Prima per me, oltre che
una cura, era anche un divertimento. Mi divertivo io e speravo di far
divertire chi mi leggesse.

Ecco, adesso è giunto
uno di quei momenti tanto temuti e che probabilmente, tra gli altri
motivi, mi hanno tenuto lontana dall’arte di Leopardi per così tanto
tempo: il problema principale è la mancanza di contenuti. Dal
momento che io non ho un accidente da raccontare, perchè se lo
raccontassi rischierei di essere indiscreta, non so che cosa
scrivere. Da un po’ di tempo ho capito che raccontare i mei sogni in
avventure fantastiche non è un modo per me di vederli realizzati.
Infatti non è ancora capitato che una delle mie avventure diventasse
realtà. E avevo addirittura concluso che scrivere queste avventure
da me sognate avrebbe anzi prodotto l’effetto contrario e mi avrebbe
precluso del tutto la possibilità di vederli avverarsi. E con ciò,
dato che ormai ho confessato una delle mie più profonde paure,
confesso anche che credo che la possibilità che ciò che ho
affermato poc’anzi non corrisponda a realtà sia praticamente svanita
nel nulla.

Secondo me vi sono
mancata. Non credo che sia un pregio, ma la mia capacità di
complicare ragionamenti assolutamente semplici credo sia un mio
personale monopolio. Me ne accorgo spesso parlando, faccio discorsi
nei quali mi perdo anche io e a un certo punto, quando credo di avere
espresso il concetto che era nella mia testa, mi comincio a chiedere
quale fosse questo concetto e soprattutto se sono riuscita a renderlo
per come lo avevo pensato o se invece, come accade il 90% delle
volte, ho reso esattamente il contrario. Quindi, il mio stile è
talmente unico e inimitabile che PER FORZA devo esservi mancata (viva
la modestia!! Ma, citando una grande testa pensante dei nostri
giorni, se nessuno mi fa cotanti complimenti, me li faccio da sola e
buonanotte ai suonatori U_U).

Devo essere sincera,
questo testo che segna (si spera) il mio ritorno a una vecchia e
buona abitudine non è gravido di interessanti aneddoti (e ormai
l’avrete capito XD). In fondo, penso non lo fosse nessuno dei testi
che vi ho proposto mesi e mesi fa. Gli unici testi che hanno
effettivamente un contenuto degno di questo nome sono storie che al
momento non ho la possibilità di scrivere, per il semplice motivo
che non ho storie da raccontare. (E in fase di rilettura mi correggo:
gli aneddoti che vi raccontavano della “congiura” ordita alle mie
spalle cosa erano? ANEDDOTI, appunto! Che sciocca, si vede che sono
stata lontana dalla tastiera per tanto tempo XD).

In realtà potrei fare la
cattiva e sbandierare tutto senza pudore, ma non mi sembra onesto.
Dire tutto quello che forse potrei aver da dire vorrebbe dire sfogare
della rabbia che è effettivamente scorsa nelle mie vene, ma che ora
non c’è più. Ora non c’è rabbia, non c’è dolore, non c’è niente.
O, più verosimilmente, quello che c’è è nascosto nei meandri del
mio inconscio e viene fuori solo in sogno, prendendo strane forme
che, più che confondermi per la loro assoluta incongruenza con la
realtà, mi divertono. È un modo efficace per capire come diavolo
funziona la nostra psiche. No, aspettate, non per capire,
semplicemente per intuire. A capire la psiche non c’è riuscito
nemmeno Freud che, nel suo tentativo il più delle volte forzato, non
ha fatto altro che dare una spiegazione unica e perversa al
funzionamento dei nostri più profondi e nascosti meccanismi
(accidenti, se fossi una critica, di qualsiasi cosa, dovrebbero
proprio stare tutti attenti a convincermi fino in fondo, altrimenti
non ce ne sarebbe per nessuno. Perciò, siccome non so ancora cosa
diventerò in futuro e considerando eventualmente questa professione,
avverto tutti quelli che a loro volta ricoprono un ruolo per il quale
potrebbero esistere critici!! – No, sto ovviamente scherzando! Non
sono diventata così cattiva). Anzi, è proprio questo il punto,
credo. Il punto è che non sono diventata cattiva (o almeno non
credo), per quanto io possa essere stata arrabbiata, non ho comunque
tentato di incolpare nessuno in particolare e se mi sono sentita
ribollire il sangue nelle vene nessuno lo ha visto, semplicemente
perchè quando potevo effettivamente manifestare quella strana ira
funesta non mi andava più di farlo. Quindi, sono stata arrabbiata, è
vero, ma questo stato d’animo si è mescolato a sua volta a mille
altri stati d’animo. E, di conseguenza, continuo a credere in cose
che dopo tutto questo casotto non dovrebbero per me essere più vere.
L’unica differenza degna di nota credo sia la mia remissività, la
mia sorta di rassegnazione, non al peggio, intendiamoci, bensì al
“quel che sarà sarà”. La cosa forse non è positiva come
sembra, tuttavia pare che io non me ne renda conto. In realtà, non
c’è nulla in particolare in cui spero. O almeno non è più come
prima. Se oggi mi chiedessero la cosa che vorrei di più al mondo non
credo saprei cosa rispondere. Forse dovrei trovarmi nella situazione
per poter dare una risposta. Magari quello che io penso di poter (o
di NON poter) rispondere, sul momento effettivo mi verrebbe fuori. Se
poi quella cosa, qualunque essa sia, mi venisse gentilmente concessa,
allora tornerei a essere la ragazza più felice del mondo. Per ora mi
limito a sostenere quello in cui credo cercando di convincere quelli
che ci credono di meno che di meglio non c’è. E invece, per chi ci
crede già, posso eventualmente fungere da mascotte :).

Visto? Alla fine, senza
nemmeno rileggere il tutto, mi rendo conto di avervi detto tutto e
niente (in realtà HO riletto, ma il mio pensiero non si discosta
molto da questo appena espresso. Al massimo, adesso temo di essere
risultata sinceramente poco modesta in alcuni punti. Mancanza di
modestia assolutamente immeritata, per cui mi scuso).

Dire tutto e niente, un
atteggiamento che usato nei miei confronti mi lascia attonita e un
pochino irritata. Voglio dire: perchè non dire tutto subito? È
sempre meglio di niente. A questo punto della storia, però, vorrei
aggiungere il piccolo particolare: tutto QUELLO CHE MI È GRADITO e
subito. Lo so, lo so, è pretenzioso, ma che volete farci? Ve l’ho
detto, sono sempre io!!

E va beh. Che dire di
più, ho delle perplessità riguardo al postare questo intevento sul
blog di msn, perchè mi sembra molto lungo. Tuttavia, forse anche gli
altri sono lunghetti. Purtroppo è una mia deformazione patriottica:
sono terribilmente, insopportabilmente, incomprensibilmente,
odiosamente prolissa (visto quanti avverbi in -mente? Dovrei essere
fucilata seduta stante per questo abuso, ma mi piacciono un sacco
queste parole, mi danno un senso di pienezza di significato. Mi
sembra che chiarifichino meglio di una frase secca quello che
potrebbe esserci nella mia testa).

Detto questo, quindi
detto nulla, chiudo qui. Non fate domande, non vi risponderei XD.

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One response »

  1. Hai l\’aria malinconica dell\’estate che non vuole cedere il passo all\’autunno, che cerca di tenere duro pur sapendo che deve arrivare una stagione più fredda. E quando si rende conto che il suo tempo sfiorisce, ma che ritornerà, si gonfia di eleganza e leggerezza e silenziosamente saluta l\’autunno con un maestoso inchino. Sapendo che mancherà, sapendo che tornerà più regale che mai.

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